Sogno di una mattina di mezzo inverno – Nel nome di Orfeo

Noi, studentesse e studenti della 4 A Turismo, insieme alle altre classi quarte dell’ITET Pantanelli – Monnet di Ostuni abbiamo recentemente vissuto una giornata all’insegna dell’educazione alla cultura, dalla letteratura alle arti visive. Al teatro Orfeo di Taranto abbiamo assistito all’opera di Shakespeare “Sogno di una Notte di Mezza Estate”, immergendoci in un’atmosfera magica tra luci, fumo scenico e un’enorme spicchio di luna illuminata che campeggiava sul palco.  Le  intriganti storie d’amore in un bosco incantato sono state messe in scena con grande passione ed energia dagli attori del Palketto Stage e i brani musicali di gusto vintage, ma evergreen, hanno reso lo spettacolo coinvolgente. All’uscita dal teatro eravamo emozionati e grati per questa esperienza che ci ha avvicinati al mondo del teatro e delle opere di Shakespeare, ma il potere della musica e del canto non si è esaurito con la fine dello spettacolo…..

Infatti, affascinati dal canto di Orfeo siamo stati trasportati all’interno del MArTa, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, dove la Prof.ssa Silvana Policoro, Docente di Arte presso il nostro istituto, ci ha guidati con spiegazioni coinvolgenti e stimolanti la nostra immaginazione e fantasia, nelle sale del Museo . Ci sono stati mostrati i più importanti reperti  archeologici, risalenti alla civiltà Greca e Romana sviluppatesi nell’Italia Meridionale. Il nostro viaggio nella storia di queste nostre terre è partito dall’incontro con il gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”,  tornato “a casa” dopo una peregrinazione addirittura a Los Angeles. Il potere salvifico della parola, del canto e della musica di Orfeo, rappresentato seduto mentre canta, contrasta il fascino “mortale” del Canto delle Sirene, in figure antropo - zoomorfe, e riconduce gli Argonauti verso la via di casa. Tutti gli studenti e studentesse delle quarte hanno potuto rintracciare qualcosa della vita quotidiana e di adolescenti nei reperti che abbiamo osservato. Per esempio, la corporeità ed il culto del fisico e del fitness, che caratterizza la nostra generazione, è un elemento importante in quello che abbiamo proseguito a scoprire nella visita al Museo: la Tomba dell’Atleta, vincitore di varie competizioni sportive (Pentathlon) di un’epoca risalente al 500 a.C.: oggi un ragazzo del genere potrebbe essere  uno dei nostri idoli sportivi o un alunno come noi che partecipa alle competizioni sportive quali il salto in lungo e la corsa. E per noi ragazze, appassionate di accessori “beauty” è stato affascinante vedere come il culto della bellezza e dell’eleganza di stile  sia una costante del genere umano: orecchini, bracciali, anelli, diademi d’oro e pietre,  portagioie e make up, finemente lavorati, hanno rappresentato  una specie di continuità tra passato e presente. E noi, con questa esperienza, ne siamo stati  una testimonianza.

La classe 4 A T dell’ITET Pantanelli - Monnet